Presentazione
Data
dal 12 Settembre 2022 al 14 Luglio 2023
Descrizione del progetto
L’insegnamento e l’apprendimento dell’Educazione Civica sono dunque un obiettivo irrinunciabile nella mission di un’istituzione fondamentale come la scuola, dove gli studenti sono portati naturalmente all’esercizio delle competenze di cittadinanza attraverso l’applicazione dei regolamenti di istituto, il rispetto del Patto di corresponsabilità, il contatto con lo Stato, le pratiche di inclusione, la relazione educativa, l’interazione tra pari e con gli adulti, la partecipazione ad attività collettive che richiedono il raggiungimento di uno scopo comune, la costruzione e valorizzazione di esperienze formative, le pratiche di socializzazione, l’assunzione di comportamenti adeguati per adempiere ai doveri richiesti. Tutti questi fattori insiti nella scuola portano allo sviluppo del senso di cittadinanza.
Questa disciplina possiede sia una dimensione integrata sia una trasversale, che coinvolgono così l’intero sapere. In classe gli studenti iniziano a vivere pienamente in una società pluralistica e complessa come quella attuale, sperimentano la cittadinanza e iniziano a conoscere e a praticare la Costituzione, individuata come perno dell’insegnamento a scuola dell’educazione civica, in quanto la sua conoscenza serve a sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà.
Il presente curricolo, elaborato dai docenti dell’Istituto, come previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica Legge 20 agosto 2019 n.92 e dal Decreto attuativo del 22 Giugno 2020, offre ad ogni alunno un percorso formativo organico e completo capace di stimolare i diversi tipi di intelligenza e di favorire l’apprendimento di ciascuno.
L’articolo 1 sancisce innanzitutto che l’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Inoltre, sottolinea che l’educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea, per sostanziare, in particolare, i princìpi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona.
Nell’articolo 7 della Legge è affermata la necessità che le istituzioni scolastiche rafforzino la collaborazione con le famiglie al fine di promuovere comportamenti improntati a una cittadinanza consapevole non solo dei diritti, dei doveri e delle regole di convivenza, ma anche delle sfide del presente e dell’immediato futuro, interagendo secondo le indicazioni del Patto educativo di corresponsabilità, esteso anche alla scuola primaria.
La norma richiama il principio della trasversalità del nuovo insegnamento, anche in ragione della pluralità degli obiettivi di apprendimento e delle competenze attese, non ascrivibili ad una singola disciplina e neppure esclusivamente disciplinari.
Le Istituzioni scolastiche sono chiamate, pertanto, ad aggiornare i curricoli di Istituto e l’attività di programmazione didattica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, al fine di sviluppare la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Pertanto, ogni disciplina si prospetta come parte integrante della formazione civica e sociale di ogni alunno, rendendo consapevole la loro interconnessione nel rispetto e in coerenza con i processi di crescita dei bambini e dei ragazzi nei diversi gradi di scuola.
I TRE NUCLEI TEMATICI
Come riportato nelle Linee Guida, il seguente curricolo si sviluppa attraverso tre nuclei concettuali fondamentali:
- COSTITUZIONE, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà.
La riflessione sui significati e la pratica quotidiana del dettato costituzionale rappresentano il primo e fondamentale aspetto da trattare.
Altri temi centrali sono quelli relativi alla conoscenza dell’ordinamento dello Stato, delle Regioni, degli Enti territoriali, delle Autonomie Locali e delle Organizzazioni internazionali e sovranazionali, prime tra tutte l’idea e lo sviluppo storico dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite.
- SVILUPPO SOSTENIBILE, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio.
L’Agenda 2030 dell’ONU affronta il tema della sostenibilità non solo sul fronte ambientale, ma anche su quello dello sviluppo, delle società sostenibili e dei diritti, definendo 17 obiettivi essenziali:
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- Sconfiggere la povertà.
- Sconfiggere la fame.
- Salute e benessere.
- Istruzione di qualità.
- Parità di genere.
- Acqua pulita e servizi igienico-sanitari.
- Energia pulita e accessibile.
- Lavoro dignitoso e crescita economica.
- Imprese, innovazione e infrastrutture.
- Ridurre le disuguaglianze.
- Città e comunità sostenibili.
- Consumo e produzione responsabile.
- Lotta contro il cambiamento climatico.
- La vita sott’acqua.
- La vita sulla Terra.
- Pace, giustizia e istituzioni solide.
- Partnership per gli obiettivi.
Gli obiettivi dell’Agenda 2030 non riguardano solo la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali, ma anche la costruzione di ambienti di vita, di città, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone.
In questo nucleo, che trova già previsione e tutela in molti articoli della Costituzione, possono rientrare i temi riguardanti l’educazione alla salute, la protezione civile, il rispetto per gli animali e i beni comuni.
- CITTADINANZA DIGITALE (art. 5 della Legge).
Esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti.
È la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali.
Consente l’acquisizione di informazioni e competenze utili a migliorare questo nuovo e così radicato modo di stare nel mondo e mettere i giovani al corrente dei rischi e delle insidie che l’ambiente digitale comporta.
L’approccio e l’approfondimento di questi temi dovrà iniziare fin dal primo ciclo di istruzione: con opportune e diversificate strategie, infatti, tutte le età hanno il diritto e la necessità di esserne correttamente informate. Non è più solo una questione di conoscenza e di utilizzo degli strumenti tecnologici, ma del tipo di approccio agli stessi che coinvolge tutti i docenti.
Pertanto, come previsto dalle Linee guida, il Collegio dei Docenti provvede ad individuare all’interno del curricolo i traguardi di competenze, non già previsti, integrando, in via di prima applicazione, il Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione e il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente.
LA PROSPETTIVA TRASVERSALE DELL’INSEGNAMENTO DI EDUCAZIONE CIVICA
L’articolo 2 dispone l’attivazione dell’insegnamento “trasversale” dell’educazione civica, offrendo un paradigma di riferimento diverso da quello delle singole discipline. Le istituzioni scolastiche prevedono l’insegnamento dell’educazione civica nel curricolo di Istituto, per un numero di almeno 33 ore annuali, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.
Nelle scuole del primo ciclo l’insegnamento trasversale e sinergico dell’educazione civica è affidato, in contitolarità, ai docenti di classe individuati sulla base dei contenuti del curricolo e, tra essi, è individuato un docente coordinatore.
Il docente cui sono affidati i compiti di coordinamento avrà cura di favorire l’opportuno lavoro preparatorio di équipe nei consigli di interclasse per la scuola primaria e di classe per la secondaria. Il docente coordinatore avrà il compito di formulare la proposta di voto.
Le ore dedicate all’educazione civica si possono svolgere nella forma della lezione in classe con opportune modalità e strategie o attraverso attività progettuali e di potenziamento dell’offerta formativa, ricorrendo secondo necessità ad approcci differenziati per coinvolgere tutti gli studenti.
LA VALUTAZIONE
L’educazione civica, in quanto materia curricolare, richiede una valutazione periodica e finale al pari delle altre materie che già compaiono sul documento di valutazione degli alunni.
Il docente cui sono stati affidati compiti di coordinamento acquisisce dai docenti del team o del consiglio di classe gli elementi conoscitivi, desunti da prove appositamente previste o attraverso la valutazione della partecipazione alle attività progettuali e di potenziamento dell’offerta formativa. I criteri di valutazione deliberati dal collegio dei docenti per le singole discipline e già inseriti nel PTOF dovranno essere integrati in modo da ricomprendere anche la valutazione dell’insegnamento di educazione civica. Sulla base di tali informazioni, in sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel documento di valutazione. Per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 la valutazione dell’insegnamento di educazione civica farà riferimento agli obiettivi di apprendimento e alle competenze che i collegi docenti, nella propria autonomia di sperimentazione, avranno individuato e inserito nel curricolo di Istituto. Dall’anno scolastico 2023/24 verranno date indicazioni circa la valutazione di Educazione Civica dal Ministero dell’Istruzione.
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IN SINTESI |
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Che |
Insegnamento dell’educazione civica come disciplina autonoma. |
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Quando |
Dall’anno scolastico 2020/2021. |
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Dove |
In tutti gli ordini di scuola. cosa |
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Chi |
Tutti i docenti sono interessati e coinvolti. |
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Come |
Lezione in classe o attraverso attività progettuali o di potenziamento dell’offerta formativa. |
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Perché |
Educare la persona ad essere un cittadino corretto e responsabile. |
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Valutazione |
Un coordinatore di disciplina raccoglie elementi conoscitivi dai docenti per formulare al team/Consiglio di classe la proposta di un giudizio/voto in decimi. |
PREMESSA CURRICULO VERTICALE EDUCAZIONE CIVICA
Obiettivi
Il significato dell'espressione "educazione civica" è spiegato nel DPR 585/1958 con cui, per la prima volta, l'insegnamento di questa disciplina veniva introdotto nelle scuole. Con il termine "educazione" si fa riferimento ad una fondamentale finalità della scuola; con il termine "civica", il fine della formazione scolastica viene orientato alla vita sociale, giuridica e politica, cioè verso i princìpi che reggono la collettività e le forme nelle quali essa si concretizza. L'educazione civica è l'educazione della persona e del cittadino autonomo e responsabile.
da Admin_Key1